L'uso di Cannabis nel trattamento di malattie gastrointestinali

17 aprile 2018

Nel corso della storia è stato ampiamente documentato l'impiego di cannabis nel trattamento di malattie infiammatorie intestinali. Le potenzialità terapeutiche sono state dimostrate sia in modelli animali sia in studi clinici, ma devono essere approfondite per poterle comprendere in dettaglio.

La pianta di cannabis contiene oltre 600 composti, alcuni dei quali sono risultati utili per alleviare i diversi sintomi associati a tali patologie come il dolore, la nausea e la perdita di appetito. I cannabinoidi sono noti per avere effetti anti-infiammatori, probabilmente attraverso l'interazione con il recettore CB2. Il principio attivo con azione antinfiammatoria più efficace e conosciuto è sicuramente il cannabidiolo. Il cannabidiolo può essere estratto dalla pianta di cannabis, non ha alcun effetto centrale ed è liposolubile, quindi può essere somministrato sotto forma di gocce d'olio. 

Sulla base dei recenti studi e dei risultati raggiunti, possiamo affermare che il numero di malattie gastronitestinali trattabili con preparati galenici a base di cannabinoidi comprende: ulcere gastriche, sindrome del colon irritabile, colite ulcerosa, morbo di Crohn, diarrea secretoria, ileo paralitico,reflusso gastroesofageo, pancreatite, cancro gastrico e celiachia.

Varietà di cannabis consigliate tra quelle disponibili in farmacia: Bediol, Bedrolite, FM2 ed Hempy Oil CBD

Forma di assunzione consigliata/ preparazione galenica consigliata: Estratto oleoso, Supposte.