Caratteristiche, morfologia e ciclo di vita della cannabis ad uso medico

Le caratteristiche di una pianta divenuta una risorsa preziosa

La cannabis è una pianta erbacea annuale, dall'odore forte e aromatico, con fusto eretto, rigido e ramificato, che in condizioni di crescita ottimali può raggiungere i 5 metri di altezza.

Le foglie sono palmato-composte con lamine sottili, lanceolate a margini seghettati e con una coppia di stipole alla base. Il numero, la forma e le dimensioni delle lamine fogliari variano notevolmente a seconda della differente origine genetica delle piante. In genere mostrano foglie composte da un minimo di 5 a un massimo di 13 segmenti strettamente lanceolati. 

La cannabis è una pianta dioica spontanea, con fiori maschili e fiori femminili su piante separate.

Nello stadio prefiorale, a meno di utilizzare dei marcatori molecolari, il sesso è irriconoscibile, ed anche i fiori embrionali sono morfologicamente indifferenziati.

A sviluppo completato i fiori maschili sono riuniti in grappoli ascellari, penduli e ramificati; ogni singolo fiore mostra 5 stami con grosse antere pendenti.

L'infiorescenza femminile invece si presenta come una falsa spiga, grossa, molto compatta e robusta; il singolo fiore consta di una stipula, una brattea personale con 2 stigmi filiformi e di un ovario uniloculare.

Il frutto è un achenio bivalve, liscio, con tegumento giallastro segnato da intaccature nere.

La cannabis è una pianta brevidiurna. In condizioni normali, il suo sviluppo vegetativo si realizza principalmente durante i giorni estivi a fotoperiodo lungo. A fine stagione, quando le giornate cominciano progressivamente ad accorciarsi, le piante iniziano a fiorire e accontentare il loro ciclo vitale.  

Il numero di ore giornaliere di luce per indurre la fioritura varia da 12 a 14 ore. 

La conoscenza della risposta al fotoperiodo è molto importante, soprattutto nella coltivazione della cannabis terapeutica. Le varietà medicinali, infatti, sono normalmente coltivate in ambiente indoor (in condizioni ambientali artificiali), per cui non seguono il normale ciclo biologico della pianta. Queste tecniche di coltivazione consentono di riprodurre tutti i processi di crescita e fioritura ed evitano l'esposizione a fattori ambientali di rischio, preservando la qualità delle piante.

Per le varietà di cannabis ad uso medico, la raccolta deve avvenire nel periodo di massima resa in cannabinoidi. Le fasi finali del processo di fioritura assumono pertanto notevole importanza, in quanto le piante risultano più attive nella produzione di cannabinoidi e terpeni. Le infiorescenze femminili e le foglie rappresentano le principali fonti di principi attivi e quindi gli unici tessuti della pianta ad essere impiegati nella produzione di farmaci a base di cannabis.