Sindrome di Alzheimer e Cannabis

12 gennaio 2018

La Malattia di Alzheimer (AD), una malattia degenerativa cronica che colpisce la mente e il cervello, è parzialmente caratterizzata dalla perdita neuronale selettiva e dai deficit cognitivi. In generale, gli scienziati ritengono che l'Alzheimer provenga in parte da cause genetiche, ambientali e di stile di vita. I fattori di rischio accertati includono mancanza di esercizio fisico, obesità, ipertensione, diabete, depressione e fumo. Più specificamente, un'ipotesi propone la placca β-amiloide come fattore, in parte dovuto al fatto che i medici osservano concentrazioni più elevate nelle cellule cerebrali dei pazienti con Alzheimer.
Un'altra scoperta nell'AD coinvolge una proteina chiamata tau, che provocando grovigli, impedirebbe il rilascio di nutrienti alle cellule cerebrali. Gli scienziati ritengono che queste placche e questi grovigli inducano cambiamenti neuro-chimici e infiammatori responsabili dello sviluppo della malattia.

Trattamento dell'Alzheimer con cannabinoidi

Studi pre-clinici suggeriscono che il sistema endocannabinoide protegge dall’eccitotossicità (eccesso della liberazione dei neurotrasmettitori), dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, che sono gli eventi chiave dello sviluppo della Sindrome di Alzheimer. Inoltre è stato dimostrato che gli endocannabinoidi diminuiscono la permeabilità della membrana neuronale, il che rende difficile l’ingresso della proteina β-amiloide  ed  evita la morte dei neuroni

Vari studi mostrano l’efficacia delle proprietà neuroprotettive ed antiossidanti che i cannabinoidi possono offrire per la Sindrome di Alzheimer. La protezione dei neuroni, davanti al deposito del materiale amiloideo, riduce la progressione della degenerazione cellulare, aiutando a preservare le capacità cognitive e motorie, migliorando in questo modo la qualità di vita del paziente.

I derivati della cannabis possiedono dunque proprietà benefiche utili al trattamento della Sindrome di Alzheimer (e di altre malattie neurodegenerative), che potrebbero ritardare la comparsa dei sintomi tipici della malattia, come la demenza. Inoltre, il miglioramento dell'umore e la riduzione dell'ansia attribuiti alla terapia con cannabinoidi consentono al paziente una migliore qualità della vita.

In particolare si è visto come il cannabidiolo (CBD), grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, può attenuare le risposte neuroinfiammatorie prodotte dall’accumulo della proteina β-amiloide.

Possibili benefici dovuti all'assunzione di olio al CBD:

  • Azione Ansiolitica - Lo stato di confusione che accompagna la perdita di memoria in un paziente affetto da Alzheimer può essere estremamente stressante per l'individuo. Gli endocannabinoidi e i loro recettori sono comprovati regolatori dell'umore e della cognizione. Inoltre, è stato dimostrato che il CBD attiva il recettore 5HT1-a ed "imita" la serotonina naturale, portando a un miglioramento dell'umore.
  • Azione Neuroprotettiva ed Antiossidante - Una delle principali conseguenze dell'Alzheimer è l'accumulo di depositi di β-amiloide extracellulare nel cervello e indica la gravità del danno. L'attivazione del sistema endocannabinoide ha dimostrato di ridurre questo accumulo. Manca la ricerca che collega la rimozione della placca allo sviluppo della malattia.
  • Azione Neurogenerativa - È stato anche dimostrato che il CBD stimola la neurogenesi (nuova crescita cellulare) nell'ippocampo, la regione del cervello legata allo stoccaggio della memoria.

Studi consultabili:

Cannabinoid Receptor 2 Signaling In Neurodegenerative Disorders: From Pathogenesis To A Promising Therapeutic Target

Neurological Aspects of Medical Use of Cannabidiol.

Amyloid proteotoxicity initiates an inflammatory response blocked by cannabinoids

Cannabidiol in vivo blunts β-amyloid induced neuroinflammation by suppressing IL-1β and iNOS expression

Prevention of Alzheimer’s Disease Pathology by Cannabinoids: N